TRILOGIA SUL TRAPASSO

 

TRILOGIA SUL TRAPASSO (STORIA DI UNA DONNA QUALUNQUE)
Tre spettacoli multimediali

“Talvolta mi succede di sopportar bene l’assenza. Io allora sono “Normale”: sono in linea con il modo in cui tutti sopportano la separazione. (…)
Questa assenza ben sopportata non è altro che l’oblio. A intermittenza, io sono infedele. E’ la condizione per la mia sopravvivenza; poiché se io non dimenticassi, morirei.(…)”
Roland Barthes “Frammenti di un discorso amoroso”

Si può parlare di morte come si parla di calcio? Forse si. Ma che si può dire? Come si fa a raccontare il Niente a comunicare il Niente? Un brivido, una sensazione che vorrei saper definire nell’attimo in cui mi sta per scappare da ridere.

L’idea del Paradiso non mi ha mai convinta e la vita eterna mi spaventa. E allora che dire? Forse quando il tempo esisteva solo sotto forma di ciclo vitale, l’indifferenza della natura era una consolazione e il rito una rivoltante catarsi dove sesso, sangue e riso avevano lo spessore della vita nella sua precarietà. Da allora, però, qualcosa è cambiato. La paura si è amplificata e la morte si è insinuata subdola nelle trame della vita quotidiana, ma non capisco quando è accaduto e perché. E così ho cercato tra le confessioni di persone comuni che nel silenzio nascondono un segreto che solo un foglio bianco può accogliere.

Da questa ricerca istintiva e necessaria nasce una Trilogia in forma di diario tratta da scritti “anonimi” e di autori raccolti dall’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve di Santo Stefano che raccoglie più di 6.000 diari italiani e che racconta la storia di una donna qualunque…vissuta in Italia durante gli anni di piombo e durante i successivi anni ottanta. I segreti che lo spettacolo svela sono quelli di molte donne “ignote”, filtrate da un’unica “voce”.

Nei tre spettacoli si affrontano diversi aspetti della storia d’Italia di quegli anni dal punto di vista “femminile”.

E’ un racconto intimo, immediato, essenziale, imprevedibile come solo un Diario può essere. E’ il ricordo, il legame con una civiltà rurale scomparsa e non ancora sostituita. E’ la risposta amara e introspettiva ad eventi politici che non vanno dimenticati. E’ la reazione umana di ieri e di oggi a una situazione sociale che non ha ancora ottenuto sentenze.

I tre episodi raccolgono, attraverso immagini, atmosfere e antichi rituali, i momenti di vita interiore di una donna. In ogni scatola c’è il suo corpo che racconta.

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Credits

Regia e drammaturgia: Vanessa Vozzo
Testo tratto dai diari di Maria Rosa Fabbri, Francesca Farina, Albertina Franzini, Paola Giunti, Fulvia Massini, Ida Nencioni, Mazia Tai, Gabriella Maria Rebori raccolti dall’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve di Santo StefanoCon: Carolina Gallai, Vanessa Vozzo e il burattinaio Gianluca di Matteo
La bimba del video: Sara Mulé
Suono: Cristina Girodo
Video: Luca Montabone e Ezio Valenzano
Costumi: Germana Landolfi
Luci: Marco Ferrero
Maschera: Carolina Gallai
Burattini: Gianluca di Matteo
Scenografia: Servi di Scena opus rt e Pasquale Zanellato & co
Produzione: Sistema Teatro Torino (Teatro Stabile), Servi di Scena opus rt